

Questo è un breve e disincantato decalogo per sensibilizzare chiunque partecipi all'adunata
nazionale. Si sa, quando a muoversi sono migliaia di persone i più tengono un comportamento
assolutamente ineccepibile, ma alcuni altri, talvolta, si lasciano… come dire… prendere
la mano.
Facciamoci quindi un esame di coscienza: se ciascuno tenesse a mente questi
semplici "comandamenti" di buon comportamento, sarete concordi che il risultato finale
sarebbe eccellente.
1. Il Labaro, decorato da 213 medaglie delle quali 207 al Valor
Militare, 3 Medaglie d'Oro e 1 di bronzo al Merito Civile e 1 medaglia di benemerenza,
deve essere salutato da tutti, come devono essere salutati i gonfaloni dei comuni
ed i vessilli quando sono decorati di Medaglia d'Oro al V.M.
2. Nel corso della sfilata
il saluto al Labaro, che si trova in prossimità della tribuna d'onore e alle autorità
presenti sulla tribuna stessa deve essere reso solo dal presidente di sezione, mentre
per tutti gli altri il saluto si rende con "l'attenti a…".
3. Durante la sfilata,
va tenuto il passo scandito dalle fanfare, altrimenti si assiste a un trasferimento
tipo gregge che non onora la Sezione.
4. Si conduca una campagna senza quartiere contro
i trabiccoli: non significano nulla, danno solo fastidio al prossimo, quando non
vanno contro le norme del codice della strada dal quale nessuno è esentato.
5. Si
convincano i propri associati che i comportamenti violenti non devono in alcun modo
entrare nella nostra Associazione. Portare il cappello alpino non autorizza alcuno
a sentirsi superiore agli altri, anzi! Chi si dovesse macchiare di questa colpa dovrà
essere subito espulso dalla Sezione.
6. Uno degli spettacoli più rivoltanti è offerto
da quanti alzano il gomito. L'ubriachezza è uno dei vizi peggiori dell'uomo: degrada
e svilisce l'individuo compromettendone la dignità personale. Occorre condurre un'assidua
campagna per convincere i riottosi che il bere in eccesso non ha mai reso l'alpino
più alpino.
7. Rispetto e cura per i cappelli alpini: sia fatto togliere ogni ammennicolo
che li rende ridicoli cenci. Non si esiti a sequestrarli, almeno nei giorni dell'adunata.
8.
Rispetto per il sonno altrui: non si capisce perché le notti, soprattutto di sabato,
molti si sentano autorizzati a infastidire il prossimo con urla, canti sguaiati,
trombette e rombi di motore fino alle prime luci dell'alba. Sono manifestazioni di
pura stupidità, non di alpinità.
9. Rispetto per il gentil sesso: il comportarsi male
con loro, unito a sguaiataggini varie, trasforma l'adunata in un baccanale.
10. Rispetto
per l'autorità costituita e per il nostro Servizio d'ordine; opporre resistenza ai
pubblici ufficiali o, peggio, mancar loro di rispetto è azione da non alpini.